Ingrid Pitt, nata in Polonia, esordisce nell'horror col botto nel 1970, quando nel giro dello stesso anno escono ben tre film di produzione inglese in cui interpreta in maniera magistrale il ruolo di vampira; due di questi, 'Vampiri Amanti' e 'La Morte Va a Braccetto con le Vergini' sono addirittura prodotti dalla Hammer, che - seppur all'inizio del declino - ancora era la più nota casa di produzione specializzata in film horror, e l'altro, 'La Casa che grondava sangue', dalla sua principale concorrente, la Amicus.'Vampiri Amanti', diretto da Roy Ward Baker, è liberamente tratto da 'Carmilla' di Sheridan Le Fanu, e posso tranquillamente affermare (nonostante per la 'mia' Carmilla io abbia usato una tipologia femminile completamente diversa) che Ingrid Pitt è stata la più affascinante Carmilla del grande schermo, una dea lesbo-vampirica che riesce ad incarnare sensualità e morte con estrema naturalezza nonostante quando l'anno prima, nel 1969, le era stato offerto il ruolo principale la scena di nudo frontale l'avesse preoccupata un po'. Ma si spoglia di nuovo completamente in 'La Morte Va a Braccetto con le Vergini', diretto dal regista di origine ungherese Peter Sasdy: in una storia ispirata a quella della contessa Bathory, la Pitt è indimenticabile nel ruolo di una nobildonna che non accetta di invecchiare e rinnova ogni volta un terribile sortilegio uccidendo una vergine e poi bagnandosi nel suo sangue, trasformandosi così in una bellissima ragazza; vi sono sequenze erotiche memorabili inperniate sul fascino di Ingrid Pitt, ma la doppia interpretazione mette anche in risalto la sua bravura d'attrice non solo bella. Riesce a trasmettere allo spettatore tutta la nevrotica follia che investe talvolta il mondo femminile quando non accetta l'inesorabile passare del tempo, divenendo capace di azioni orrende e irrazionali.
Nel giro di un solo anno la Pitt si è già guadagnata il titolo di regina dell'horror dei primi anni Settanta, ma - dopo una breve apparizione in 'The Wicker Man' (1973) - decide di continuare la sua carriera lontana dai ruoli che l'hanno resa celebre, diradando poi le sue apparizioni dalla seconda metà degli anni Ottanta.
Ingrid Pitt, ora da molti dimenticata, è un'attrice che non ha avuto dal mondo cinematografico ciò che realmente meritava. Ma se non l'avessi vista in 'Vampiri Amanti' forse non avrei scritto 'Sangue e Pizzo Nero'. E questo mi basta per inserirla di diritto in questa mia piccola 'hall of fame' virtuale.






