venerdì 31 luglio 2009

Love of the Damned (4): The Mummy's Ghost

In 'The Mummy's Ghost' (1944, regia di Reginald Le Borg) un sacerdote di un antico culto egizio (George Zucco) incarica Yousef Bey (John Carradine) di recuperare i corpi della principessa Ananka e della mummia Kharis (Lon Chaney Jr.), suo guardiano, negli Stati Uniti. La mummia della principessa si trova in un museo e finisce in polvere quando Kharis la tocca. Yousef allora capisce che lo spirito di Ananka si è reincarnato in una giovane studentessa (Ramsay Ames), che diventa il nuovo obiettivo.
Questo film rappresenta un ulteriore scalino verso il basso del ciclo della mummia della Universal poichè c'è un consostente utilizzo di sequenze già viste nei film precedenti e il budget è sempre più ridotto. Nonostante questo la pellicola è dinamica e si muove a passo rapido nei luoghi comuni dell'horror classico. Carismatico e superbo, come sempre, è John Carradine. Ho trovato molto incisiva la parte della bella Ramsay Ames (1919-1988).






mercoledì 29 luglio 2009

Love of the Damned (3): The Mummy's Tomb

'The Mummy's Tomb' (1942, regia di Harold Young) è il sequel di 'The Mummy's Hand', di cui ripropone molte scene.
Sono passati trent'annni dalla scoperta della tomba della principessa Ananka, e la mummia fa un viaggio negli Stati Uniti accompagnata dal sacerdote Bey che vuole vendicarsi dell'archeologo John Banning e degli altri componenti della spedizione.
Lon Chaney Jr. dopo il grande successo de 'L'Uomo Lupo' divenne la star di punta della Universal per i film horror, così gli proposero di fare il mostro di Frankenstein ('Il Terrore di Frankenstein'), Dracula ('Il Figlio di Dracula') ed anche la mummia, che in questa pellicola interpreta per la prima volta. Chaney è indubbiamente affascinante, ma non riesce ad impressionarmi come mummia, e la pellicola, senza troppe pretese, si muove velocemente in una storia prevedibile. La 'damigella in pericolo' di questo film è la bella Elyse Knox.










martedì 28 luglio 2009

Love of the Damned (2): The Mummy's Hand

'The Mummy's Hand' (1940) è una sorta di sequel/remake del film 'La Mummia' con Boris Karloff (qui sostituito da Tom Tyler, un vecchio caratterista di film western), di cui riutilizza l'intera sequenza del flashback, ed apre un nuovo ciclo decisamente meno ricco di atmosfere e di misticismo, contraddistinto da elementi pulp. La regia di Christy Cabanne è un po' troppo sbrigativa, ma la pellicola ha comunque il merito 'storico' di aver introdotto la figura della mummia vivente così come siamo abituati a vederla oggi, e Peggy Moran è un'ottima 'damsel in distress'.









Love of the Damned (1): La Mummia

'La Mummia' (The Mummy, 1932) è un classico dell'epoca d'oro dell'horror, ed oggi è una pietra miliare del cinema. Appartiene al ciclo prodotto dalla Universal e propone per la prima volta uno dei suoi più famosi mostri (anche se la mummia con le bende appare brevemente soltanto in una suggestiva sequenza all'inizio). Il film è un po' statico, almeno nella parte centrale, ma quando arriva il finale, dopo un esplicativo flashback egizio, la pellicola riprende corpo, acquistando quel giusto pathos dovuto al morboso sentimento che lega Im-Ho-Tep (Boris Karloff) al personaggio interpretato da Zita Johann. Karloff come sempre infonde autorevolezza al suo personaggio e, aiutato dal trucco di Jack Pierce, riesce ad essere convincente come mummia anche senza bende. L'ambientazione aggiunge fascino visivo, ed il regista Karl Freund, che prima fu un famoso direttore della fotografia (anche nel 'Dracula' di Tod Browning, oltre che in parecchi capolavori dell'espressionismo tedesco), domina la materia con abilità unica.









Horror Icons (50): Il Figlio di Dracula

Il colonnello Caldwell (George Irving) muore misteriosamente prima dell'arivo del conte Alucard (Lon Chaney Jr.), ospite al suo ricevimento. In realtà Alucard è un vampiro discendente della famiglia Dracula ('Alucard' non è che 'Dracula' al contrario), ed è anche colpevole della morte di Caldwell: ha agito senza farsi vedere, per poi presentarsi come se nulla fosse alla villa, dove sono anche le figlie del colonnello, Kay (Louise Allbritton) e Claire (Evelyn Ankers). Kay, fidanzata con Frank (Robert Paige) è attratta da Alucard tanto da rompere il fidanzamento e sposare il conte. Ma Kay, conscia della vera identità di Alucard, lo ha sposato solo per diventare immortale come vampira, risorgendo poi con un preciso piano: distruggere il conte, vampirizzare Frank e vivere in eterno con lui.

'Il Figlio di Dracula' (Son of Dracula, 1943) si apre in modo abbastanza banale, ma in seguito la storia (nata da un soggetto dello specialista Curt Siodmak) si arricchisce di particolari originali: Alucard/Dracula non è altro che uno strumento morboso di Kay per avere la vita eterna, ed è lei, audace e spregiudicata, ad essere la vera protagonista della vicenda. Robert Siodmak (fratello di Curt), il regista, ha fatto film migliori, ma quando si parla di dark ladies dimostra sempre di trovarsi sul suo terreno, riuscendo a dare di Kay, anche per merito - ovviamente - dell'attrice, un ritratto sfaccettato e molto intrigante. Lon Chaney Jr. (che nella sua carriera ha interpretato tutti i mostri classici della Universal, da questo Dracula a Frankenstein, dalla mummia all'Uomo Lupo, il suo ruolo più famoso) è sempre piacevole, ma, corpulento e massiccio, non ha il 'physique du role' per fare il vampiro aristocratico.













lunedì 27 luglio 2009

Horror Icons (49): il conte Zaroff

'La Pericolosa Partita' (The Most Dangerous Game, 1932) è un classico dell'orrore, tratto da un perfetto e altrettanto classico racconto di Richard Connell. E' un esempio di film sadiano, e lo render ancor più particolare il fatto che fu uno dei primi film di questo genere.
Tre naufraghi raggiungono un'isola dove sono accolti dal conte Zaroff (Leslie Banks), che domina la zona dalla sua villa. Zaroff è molto gentile, ma in realtà ha altri scopi: essendo un grande cacciatore vuole usare i nuovi ospiti come prede in una caccia particolare, quella agli esseri umani!
La narrazione è ottima grazie all'asciuttezza dei contenuti, che elimina i tempi morti: semplicemente magistrale, ad esempio, è la sequenza della disperata fuga dei naufraghi nella giungla sugli sfondi della Skull Island (utilizzata anche per il primo King Kong, anch'esso prodotto dalla RKO). Il protagonista maschile è Joel McCrea, mentre quella femminile è Fay Wray, la prima vera 'scream queen' della storia del cinema, ma è Banks che spicca come mattatore del film, offrendo un'interpretazione misurata di Zaroff che dona credibilità al conte russo amante della caccia. I registi del film sono due: Irving Pichel e Ernest B. Schoedsack. Pichel (1891-1954), qui al suo esordio come regista, era anche attore. Schoedsack (1839-1979) è anche co-regista di King Kong (che vedeva sempre Fay Wray come protagonista femminile) assieme a Merian C. Cooper (che di questa pellicola è il produttore).
















Horror Icons (48): il dottor Sangue

'La Bara del Dottor Sangue' (Dr. Blood's Coffin, 1960) è incentrato sul solito scienziato pazzo e determinato (che qui rapisce persone per svolgere su di loro esperimenti per il raggiungimento della vita eterna) degno degli horror degli anni Quaranta. La vicenda è ambientata in Cornovaglia, e questo dona al tutto un tono selvaggio e solitario. La regia è di un già bravo, e giovanissimo, Sidney J. Furie, destinato ad avere una lunga e brillante carriera nel cinema americano. Kieron Moore, nel ruolo del dottor Blood, riesce ad essere perverso senza esagerare. Nel cast, nel ruolo della bella assistente Linda, c'è anche Hazel Court, una delle regine dell'horror degli anni Cinquanta/Sessanta (è l'unica attrice che può vantare nel suo curriculum sia dei classici della Hammer diretti da Terence Fisher che delle pellicole del ciclo di Poe dirette da Roger Corman e prodotte dalla A.I.P.). Il film, nel suo complesso, è piacevole, avvincente e divertente, seppur pieno di luoghi comuni, e la brillantezza dei colori, caratteristica di un cinema oramai perduto, ne rende estremamente nostalgica la visione.




domenica 26 luglio 2009

Horror Icons (47): L'Uomo senza Corpo

In una cittadina del west avvengono morti misteriose, fra cui anche quelle del dottor Carter (John Hoyt) e suo figlio. La ranchera Dolores Carter (Kathleen Crowley) ritiene che ad uccidere il padre sia stato il prepotente Buffer (Bruce Gordon) e offre una taglia su di lui. Uno strano ed inquietante pistolero nerovestito di nome Drake Robey (Michael Pate) accetta l'incarico, ma nasconde un segreto soprannaturale: il bounty killer è in realtà Drago Robles, il vecchio proprietario del ranch maledetto, morto suicida per amore molti anni prima, che divenuto vampiro vaga nella contea alla ricerca di belle donne a cui succhiare il sangue. Il vampiro si innamorerà della bella Dolores, ma interverrà il fidanzato di lei, un predicatore (Eric Fleming), che riuscirà ad eliminare il rivale con una pallottola con sopra incisa una croce (un metodo per eliminare i vampiri che mio marito Enrico ha più volte utilizzato nelle storie horror-western della sua pistolera Djustine).

'L'Uomo senza Corpo' (Curse of the Undead, 1959, regia di Edward Dein) è un bizzarro e affascinante western horror all'insegna dell'amour fou che, curiosamente, ricorda certe pellicole horror messicane del periodo. Gli elementi orrorifici sono molto ben inseriti nel contesto western ed è particolarmente riuscita la figura del potente e vampiresco Robey, che si presenta come giustiziere, rivelandosi poi tutt'altro. Da rivalutare.





venerdì 24 luglio 2009

Horror Icons (46): La Vergine di Norimberga

'La Vergine di Norimberga' (girato nel 1963 e distribuito nel 1964) rappresenta un classico esempio di film nel quale si verifica una contaminazione tra generi, praticata di consueto dal regista Antonio Margheriti (che qui si firma con l'abituale pseudonimo Anthony M. Dawson); in questo caso si mescolano il giallo e l'horror. La vicenda, tipicamente gotica, è ambientata in un antico maniero sul Reno, ma si svolge ai nostri giorni, e questo spiazza lo spettatore, che all'inizio è portato a credere di trovarsi di fronte ad un horror sovrannaturale, ma poi improvvisamente assiste ad un ribaltamento del film, che cade in una dimensione 'realistica', fornendo addirittura dei fatti una spiegazione legata alla tragedia del nazismo nella seconda guerra mondiale: l'assassino è un generale che aveva complottato contro Hitler, reso pazzo e deforme da esperimenti, torture e sevizie inflittigli dai nazisti!!!
Si tratta di un film crudele e perverso, dove la macchina da presa di Margheriti mette lo spettatore di fronte ad azioni sadiche portate all'esasperazione, e dove l'angoscia è amplificata dal luogo dove si ambienta il film, il castello dove Mary, la protagonista (interpretata da Rossana Podestà), pensa di vivere un incubo ad occhi aperti, fino ad arrivare a dubitare della sua lucidità mentale.
Nella pellicola c'è anche Christopher Lee, purtroppo in una parte marginale: fu reclutato quando il cast era già chiuso e l'unica parte che si trovò fu quella di Erich, un uomo sfigurato da un'orrenda cicatrice. Il film fu realizzato in tempi da record: la sceneggiatura fu scritta in due notti e la pellicola venne girata in due settimane.




mercoledì 22 luglio 2009

Horror Icons (45): Il Fantasma di Frankenstein

'Il Fantasma di Frankenstein' (Ghost of Frankenstein, 1942), più conosciuto in Italia col titolo alternativo 'Il Terrore di Frankenstein', è un film diretto da Erle C. Kenton con metodo e velocità e, per quanto decreti l'ingresso della saga di Frankenstein nella serie B, ha una sua validità. La storia, strutturata con una formula orrorifica semplice, che si prefigge di creare uno spettacolo di mostri e scienziati pazzi senza troppe pretese, si muove lungo un sentiero abbastanza prevedibile ed ha in Igor, interpretato da Bela Lugosi, il personaggio centrale. Il ruolo del mostro in questa pellicola è affidato a Lon Chaney, che ne dà un'interpretazione molto fisica, lontana da quella 'umanizzata' di Boris Karloff, e questa perdita di personalità della creatura purtroppo si accentuerà nelle pellicole successive col mostro interpretato da Bela Lugosi ('Frankenstein contro L'Uomo Lupo') e Glenn Strange ('Al di là del Mistero' e 'La Casa degli Orrori').













martedì 21 luglio 2009

Famous Victims (11): Nevenka Menliff

'La Frusta e il Corpo' (1963) è un puro gotico che il regista Mario Bava contraddistingue con un erotismo perverso e onirico, mantenendo per l'intera narrazione un clima malsano e delirante. Christopher Lee interpreta il ruolo del crudele Kurt e Daliah Lavi quello della cognata Nevenka: i due intrattengono tra loro una relazione sadomasochistica fatta di sofferenza e scudiscio. Bava gioca a creare un'atmosfera in bilico tra il reale e il soprannaturale, tra l'allucinazione e il mistero. Il film è in sintesi un turgido melodramma gotico diretto con stile inimitabile, visivamente molto ricco e raffinato, e reso estremamente carnale dal corpo vibrante della stupenda Daliah Lavi flagellata dalla frusta del perfido cognato-amante.
Si è parlato a lungo di massacranti tagli a cui fu sottoposto il film da parte della censura; in ogni caso la relazione carnefice/vittima fu per la prima volta evidenziata in maniera così esplicita, lasciando incredule le platee dell'epoca.



lunedì 20 luglio 2009

Hammer Horrors (43): Una Figlia per il Diavolo

Nel 1976 la Hammer, in co-produzione con la casa tedesca Tetra, realizza 'Una Figlia per il Diavolo' (To the Devil... a Daughter), diretto da Peter Sykes e sceneggiato da Chris Wicking a partire dall'omonimo romanzo di Dennis Wheatley, e con un cast notevole,che riunisce Richard Widmark, Christopher Lee (che offre una recitazione stupendamente subdola e malvagia) e Nastassja Kinski: le premesse per un buon film c'erano tutte. C'è da dire che dal 1975 al 1978 la Hammer riesce a mettere in piedi solo due pellicole (l'altra è l'action-movie 'Shatter', in co-produzione con gli Shaw Bros di Hong Kong), e il produttore Michael Carreras (che dell'altra sarà anche regista) investe su di esse tutto il credito produttivo. Ma questo film, oltre a provocare il disappunto di Wheatley per le modifiche alla trama, viene ignorato dal pubblico e denigrato dalla critica: i risultati al box-office sono talmente disastrosi che la Hammer finisce sull'orlo del fallimento, disperdendo in tal modo un patrimonio accumulato nel corso di decenni. Nonostante, rispetto a 'Rose Rosse per il Demonio', Sykes dimostri indubbiamente una maggiore padronanza del mestiere, la pellicola sembra un pasticcio scadente e confuso, con effetti speciali mediocri, e privo di quelle atmosfere cariche di angoscia e di tensione tipiche proprio delle produzioni hammeriane. Non solo è un film brutto, ma è anche l'ultima produzione horror della Hammer, che conclude la sua grande attività in maniera deludente e ingloriosa.






Hammer Horrors (42): La Leggenda dei Sette Vampiri d'Oro

'La Leggenda dei Sette Vampiri d'Oro' (The Legend of the Seven Golden Vampires, 1974) viene girato a Hong Kong negli studi della Shaw Brothers (inizio riprese: 22 ottobre del 1973) e rappresenta il primo tentativo della casa di produzione hongkonghese di entrare nell'ambito produttivo occidentale dopo averlo conquistato con i suoi film di kung fu. La pellicola, diretta da Roy Ward Baker (qui al suo ultimo lavoro per la Hammer) affianca con disinvoltura Peter Cushing, per l'ultima volta nel ruolo di Van Helsing, a David Chiang, all'epoca considerato il più promettente degli 'eredi' di Bruce Lee, e l'abilità di Baker riesce ad armonizzare due generi all'apparenza diametralmente opposti (il cinema horror gotico e quello di arti marziali) per origini culturali, per pubblico e per strutture (anche se le scene d'azione pare che siano state dirette dallo specialista Chang Che, regista di fiducia della Shaw Bros), sfornando un film avvicente, curioso ed interessante. Forse l'unico punto debole è il Dracula di John Forbes-Robertson (Christopher Lee si rifiutò di tornare ad interpretare il conte vampiro), peraltro in scena pochi minuti. Purtroppo all'uscita le reazioni furono negative, troncando sul nascere altri possibili tentativi di contaminazione.













sabato 18 luglio 2009

Hammer Horrors (41): La Creatura di Frankenstein











Nel 1972 Terence Fisher, anziano e funestato da problemi di salute, torna a dirigere un film di Frankenstein che ne concluderà la saga (anche se per Fisher si sarebbe dovuta chiudere con 'Distruggete Frankenstein!'): 'La Creatura di Frankenstein' (Frankenstein and the Monster from Hell). In questa sua ultima interpretazione del dottor Frankenstein Peter Cushing porta il personaggio, vecchio ed 'abbruttito' (anche moralmente), il più in là possibile: qui ha perso qualsiasi senso della misura che poteva avere in passato, con obiettivi così contorti da essere incomprensibili e con la fredda brutalità che aveva raggiunto nel precedente episodio diretto da Fisher sostituita da un cinismo assoluto.
Si nota dalle scenografie che il film è fatto con un budget modestissimo, ma la classe di Fisher e Cushing lo mantengono saldamente all'altezza della serie 'vera' dopo il poco riuscito tentativo di Jimmy Sangster ('Gli Orrori di Frankenstein', da cui questa pellicola riprende solo David Prowse nel ruolo del mostro). Purtroppo il film ebbe diverse vicessitudini produttive (pur girato nel 1972 riuscì ad essere distribuito solo nel 1974) e all'uscita non ebbe alcun successo, rimanendo l'ultima opera di Fisher.
In Italia sia la videocassetta che recentemente il dvd sono usciti con un titolo che traduce fedelmente il titolo originale inglese: 'Frankenstein e il Mostro dell'Inferno'


giovedì 16 luglio 2009

Hammer Horrors (40): I Satanici Riti di Dracula

Il regista Alan Gibson, già autore di '1972: Dracula colpisce ancora', continuò per la Hammer le avventure di Dracula in epoca contemporanea con 'I Satanici Riti di Dracula' (The Satanic Rites of Dracula, 1973) riunendo di nuovo Peter Cushing e Christopher Lee. Tutto sommato il film risulta gradevole proprio per la collaudata interrpretazione della coppia, anche se le scene di Cushing (nel canonico ruolo di Van Helsing) sono relativamente poche e Dracula (Lee) entra in scena a film ampiamente inoltrato, estraneo alla vicenda e poco credibile nel contesto.
I limiti della pellicola furono ben chiari fin da subito anche a Christopher Lee che, infastidito dalla parabola discendente della saga, da lì in poi si rifiutò di interpretare di nuovo il vampiro che l'aveva reso famoso in tutto il mondo.






mercoledì 15 luglio 2009

Hammer Horrors (39): La Regina dei Vampiri

Nel film 'La Regina dei Vampiri' (Vampire Circus, diretto da Robert Young nel 1971 e distributo nel 1972) la minaccia è costituita da un circo di vampiri (i quali hanno anche il potere di trasformarsi in animali) che giunge nel 1810 in un villaggio della Serbia per resuscitare un conte vampiro il cui corpo è nascosto sotto il suo castello e per poi aiutarlo nella sua vendetta contro coloro che lo hanno ucciso.
La pellicola, sicuramente una delle più riuscite fra le produzioni minori della Hammer, è ben confezionata e girata con eleganza, anche se molto violenta e con riferimenti sessuali piuttosto espliciti, e rappresenta una boccata d'aria fresca in un cinema di vampiri all'epoca adagiato in sempre più prevedibili stereotipi.