domenica 28 febbraio 2010

Horror Icons (83): La Mantide

Dei tantissimi film exploitation che il leggendario produttore/distributore Harry H. Novak commercializzò verso la fine degli anni Sessanta, il più noto è probabilmente 'La Mantide' ('Mantis in Lace', del 1968, ma arrivato nelle sale italiane ben tre anni più tardi, nel 1971), un 'nudie-horror' che narra le gesta di una piacente ballerina di un night club (interpretata da Susan Stewart) che - sotto l'influenza dell'LSD - massacra gli uomini con cui si è precedentemente accoppiata. La pellicola (che vede nel cast anche la bella Pat Barrington), pur essendo a bassissimo costo, è di piacevole visione e insolitamente ben confezionata, soprattutto grazie alla fotografia del bravissimo Lazlo Kovacs, poi diventato uno dei più celebri direttori della fotografia di Hollywood. Una seconda versione del film più lunga di 15 minuti (con un gore più insistito e nudità più esplicite) circolò col titolo di 'Lila' nelle sale cinematografiche americane strettamente per adulti. La ragione delle due versioni differenti sta nei disaccordi fra il produttore Sanford White, autore anche della prima stesura della sceneggiatura, che voleva più sangue, ed il regista William Rotsler, che aveva riscritto lo script cercando di caratterizzare meglio i personaggi e che voleva intenzionalmente evitare i fiumi di sangue perchè dell'idea che era meglio suggerire che mostrare. Ambedue le versioni fruttarono una fortuna a Novak, permettendogli di espandere la sua società a livello internazionale.


Famous Victims (11): Fanny Hill

Siamo intorno al 1750. Fanny è una ragazza sola al mondo e va a Londra per lavorare. Incontra una 'signora' che la colloca in una casa di tolleranza, naturalmente senza dirglielo esplicitamente, e Fanny è così ingenua che non si accorge di ciò che le succede intorno. Un giorno Fanny incontra l'amore, ma la perfida 'signora' non vuole lasciare andare la giovane, così fa di tutto per impedire che i due si frequentino. Ma quando per Fanny si sta per mettere male arriva in tempo il giovanotto per salvarla.

Nel 1964 il regista Russ Meyer si recò in Germania per girare il film 'Fanny Hill: Memoirs of a Woman of Pleasure' (che qui in Italia arriverà nelle sale solamente l'anno successivo, nel 1965, con il titolo 'La Cugina Fanny') per il produttore Albert Zugsmith, un altro nome leggendario della cinematografia exploitation, ma le aspre divergenze fra i due indussero Meyer ad abbandonare il progetto e a dissociarsene prima del completamento, tanto che fu lo stesso Zugsmith a finire di girarlo. Questi problemi durante la lavorazione hanno influito non poco sulla riuscita del film che, per quanto gradevole, è sicuramente una delle opere meno personali fra tutte quelle associate col nome di Meyer, e forse anche una delle meno viste.



mercoledì 24 febbraio 2010

Love of the Damned (21): Maciste all'Inferno

'Maciste all'Inferno' è un 'peplum' del 1962 molto bizzarro e con una consistente componente horror che indubbiamente lo rende inequivocabilmente unico. All'inizio del film ci troviamo nella Scozia del Seicento, dove una donna di nome Martha Gunt viene condannata per stregoneria da un giudice che l'aveva amata da giovane. Cent'anni dopo giunge in paese una sua discendente, anche lei di nome Martha; per via di alcuni casi di stregoneria, i paesani la credono la reincarnazione della strega e viene condannata al rogo. All'improvviso però sopraggiunge Maciste (Kirk Morris) che, per salvarla, trovato presso il villaggio l'ingresso dell'inferno, vi si cala coraggiosamente per combattere il Male alla radice; qui oltre ad incontrare le classiche figure della mitologia pagana e cristiana, viene perseguitato dalla strega, che nel regno dei morti si è ricongiunta al giudice e cerca di sedurlo per impedirgli di compiere la sua missione. Innamorata di lui però si lascia sconfiggere e, distrutta la maledizione, Maciste tornerà indietro appena in tempo per liberare Martha. All'inizio lo spettatore può rimanere sconcertato nel vedere apparire Maciste in un contesto spazio-temporale molto diverso da quello in cui ci si aspetterebbe normalmente di vederlo, ma una volta superato questo il film è godibile e diretto con la solita maestria da Riccardo Freda (pur non essendo una delle opere migliori del regista). La pellicola è arricchita da suggestive ambientazioni, le magnifiche grotte di Castellana che fanno le veci dell'inferno. Kirk Morris dà buona fisicità al suo ruolo, ma non va oltre.














House of Carmilla




Ecco una preview dal volume 'Carmilla's Guests' che sto preparando. Si tratta di una tavola tratta dalla storia 'House of Carmilla' che vede lo scontro tra la mia sexy vampira e una delle creazioni di mio marito Enrico: Calavera.

Horror Icons (82): L'Eretica

'L'Eretica' (La Endemoniada, 1975) è una variazione iberica de 'L'Esorcista' diretta dallo specialista Armando De Ossorio, autore anche della sceneggiatura, che mescola satanismo, stregoneria e pregiudizi sugli zingari. La storia non offre molto e procede con un andamento piatto, lento e prevedibile. La ragazzina che viene posseduta ha un'aria sinistra e ci sono molte sequenze inquietanti in cui Ossorio dimostra le sue qualità indubbie, ma questo non basta a riscattare un film tutt'altro che riuscito.









lunedì 22 febbraio 2010

Love of the Damned (20): La Morte Incerta

Un colonialista inglese in India è minato dalla pazzia: si convince che una tigre mangiatrice di uomini è in realtà la reincarnazione dell'amante indigena, che si è suicidata quando lui l'ha abbandonata per sposare un'altra. La belva sfugge ad una caccia accanita. I nervi dell'uomo cedono e in un eccesso di follia uccide i suoi familiari e poi si fa sbranare.

Josè Ramon Larraz, regista spagnolo eccentrico, in questo 'La Morte Incerta' (La Muerte Incierta), co-produzione italo-spagnola del 1973, riesce a coniugare orrore ed erotismo ossessivo in una storia a forti tinte, nella quale Rosalba Neri ha il ruolo della passionale e vendicativa indiana.






domenica 21 febbraio 2010

Love of the Damned (19): Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave

Oliviero (Luigi Pistilli) è uno scrittore fallito, represso e alcolizzato, che brutalizza la moglie Irina (Anita Strindberg), incapace di ribellarsi perchè impaurita e succube dell'uomo. Un assassino inizia ad uccidere e Oliviero viene sospettato. Giunge in visita Floriana (Edwige Fenech), una cugina, mentre un gatto nero, amato dalla defunta madre di Oliviero, ossessiona Irina...

'Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave' (1972) viene spacciato all'uscita come film ispirato ad un racconto di Edgar Allan Poe, quando in realtà usa solo un piccolo spunto tratto da 'Il Gatto Nero', inserendolo in tutt'altra vicenda, ma il regista Sergio Martino riesce con abilità ad amalgamare certe malate suggestioni tipiche di Poe agli stilemi del thriller italiano dei primi anni Settanta in una pellicola morbosa ad alto tasso erotico e con spunti di originalità. Pur essendoci qua e là alcuni cali di ritmo, l'interesse si mantiene sempre alto grazie ad una regia vivace, sempre alla ricerca di inquadrature insolite. Luigi Pistilli offre un'ottima prova nel ruolo dello scrittore alcolizzato, ed è come al solito bellissima e sensuale Edwige Fenech, ma anche il resto del cast (che vede in ruoli minori Enrica Bonaccorti, Ivan Rassimov, Daniela Giordano) è molto interessante.










venerdì 19 febbraio 2010

Love of the Damned (18): La Casa sulla Collina di Paglia

Paul Martin (Udo Kier) è uno scrittore che per trovare la giusta concentrazione va a vivere in una casa isolata con la fidanzata Suzane (Fiona Richmond). Paul però ha delle strane e violente allucinazioni e fatica a scrivere con profitto. Gli viene mandata una segretaria, Linda (Linda Hayden), che si dimostra efficiente, ma ha dei segreti e dei comportamenti morbosi: è sorpresa a masturbarsi in un prato da due balordi che la violentano; lei non si ribella, ma poi li uccide a sangue freddo. Linda comincia a sedurre separatamente Paul e Suzane...

'La Casa sulla Collina di Paglia' (il titolo originale dell'edizione inglese è 'Exposè', ma il titolo negli altri paesi anglofoni è appunto 'House on Straw Hill') è un horror del 1976 ad alto contenuto erotico (anche se la copia che ho visionato io era massacrata dalla censura) con una trama dagli spunti interessanti e personaggi caratterizzati con cura (e ben interpretati dal bravo Udo Kier e dall'intensa Linda Hayden, mentre la sensuale Fiona Richmond è un po' troppo inespressiva). Un film forse non completamente riuscito, ma diretto con abilità da James Kenelm Clarke.