Charlie ParkerTHE WASHINGTON CONCERTS
Brani:
1) Fine And Dandy (Swift-James)
2) These Foolish Things (Strachey-Link-Marvell)
3) Light Green (Potts)
4) Thou Swell (Rodgers-Hart)
5) Willis (Potts)
6) Don't Blame Me (McHugh-Fields)
7) Medley:
Something To Remember You By (Schwartz-Dietz) / Blue Room (Rodgers-Hart)
8) Roundhouse (Mulligan)
Musicisti:
Charlie Parker: sax contralto
con l'Orchestra di Joe Timer:
Ed Leddy, Marky Markowitz, Charlie Walp, Bob Carey: trombe
Earl Swope, Rob Swope, Dan Spiker: tromboni
Jim Riley: sax alto
Jim Parker, Angelo Tompros, Ben Lary: sax tenori
Jack Nimitz: sax baritono
Jack Holliday: piano
Mert Oliver: contrabbasso
Joe Timer: batteria
Registrato dal vivo al Club Kavakos, Washington, D.C., il 22 febbraio 1953
Bonus tracks dell'edizione in CD:
9) Ornithology (Parker-Harris)
10) Out Of Nowhere (Heyman-Green)
11) Cool Blues (Parker)
12) Anthropology (Gillespie-Parker)
Band:
Charlie Parker: sax contralto
Jack Holliday: piano
Franklin Skeete: contrabbasso
Max Roach: batteria
Registrato dal vivo all'Howard Theater, Washington, D.C., l'8 marzo 1953
13) Scrapple From The Apple (Parker)
14) Medley:
Out Of Nowhere (Heyman-Green) / Now's The Time (Parker)
Band:
Charlie Parker: sax contralto
Bill Shanahan: piano
Charlie Byrd: chitarra
Mert Oliver: contrabbasso
Don Lamond: batteria
Musicista ignoto: congas
Zoot Sims: sax tenore (solo su 14)
Charlie Walp: tromba (solo su 14)
Kai Winding, Earl Swope: tromboni (solo su 14)
Registrato dal vivo all'Howard Theater, Washington, D.C., il 18 ottobre 1952
Quando ho ascoltato per la prima volta 'The Washington Concerts' ricordo di aver pensato che era uno dei dischi di musica jazz più belli e più intensi che avessi mai ascoltato. Mio marito poi mi raccontò che Parker non suonava con il suo sax, perchè a causa della dipendenza dalla droga lo aveva appena portato al banco dei pegni per aver subito dei contanti per una dose: quella sera, il 22 febbraio 1953, quando si esibì a Washington in un concerto con la big band del batterista Joe Timer, suonò un sax di plastica che gli rimediarono al volo, non trovando di meglio. Io non potevo crederci, vista la perfezione del suono, così pensai fosse la solita leggenda metropolitana per aumentare il mito. Lessi tutto ciò che si poteva trovare per sapere la verità e ho avuto la conferma: quella sera 'Bird' suonò un sax di plastica bianco, per capirci, uno di quelli che si regalano ai bambini, e nessuno avrebbe potuto cavarci una nota decente, ma lui, in forte stato d'alterazione per la droga e non avendo fatto prove, affrontò ogni brano con eccezionale sicurezza. Nonostante il sax di plastica, il suo suono vola libero, senza limiti, con un'intensità esecutiva ed emotiva unica. Proprio per questo ritengo sia veramente un disco fondamentale da avere.
Nessun commento:
Posta un commento